Il riposo

Dopo aver camminato attorno a tutto il perimetro della Manifattura tabacchi, mi merito una pausa. Non mi resta che accomodarmi su di un comodissimo sedile lasciato accuratamente sul marciapiede, appoggiato al muretto. L’elemento è funzionale, ha addirittura un bracciolo che potrebbe essere usato come tavolino per una bevanda calda, che sarebbe l’ideale con questo freddo. Un grosso gatto metropolitano sembra essere passato di qua, lasciando una inconfondibile traccia dei suoi artigli. C’è anche la levetta per trasformare la poltrona in chase longe. Una crepatura regolare nell’asfalto sembra segnare i confini d’ingombro dell’oggetto. Il muro di mattoni è perfettamente regolare, e solo la colorazione incostante si avvicina al disordine che regna nel resto della scena. Poco distante c’è un'altra vittima di crimini urbani. Uno scooter, legato con una catena al palo, riposa sconsolato, consapevole che il suo padrone non potrà fare più molto per salvarlo, visto che è stato smembrato di ogni elemento che potesse renderlo utilizzabile. Sono spariti i parafanghi, il sedile, le luci e parte della carena.
