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lunedì, febbraio 23, 2004
 

Manifattura tabacchi

 

 

Forse avrei dovuto cominciare a raccontare l’area da questa immagine, senza troppi misteri. L’entrata principale è talmente imponente da non lasciare troppi dubbi su cosa si usasse produrre qui fino a non tanto tempo fa. L’edificio di rappresentanza sembrerebbe essere del periodo fascista, lo stile è inconfondibile e sicuramente affascinante, non tanto per bellezza ed estetica, quanto per le proporzioni. Ricorda vagamente il Palazzo di giustizia, senza ombra di dubbio del periodo fascista. Le perfette condizioni dell’edificio non fanno pensare ad uno stato di abbandono, il che potrebbe significare che il complesso è chiuso da poco tempo, oppure che i materiali da costruzione usati sono stati scelti per durare, e non solo per rappresentare momentaneamente la grandezza del nome.  Questa parte si trova adiacente al cortile non in uso, descritto precedentemente. Ci siamo soffermati davanti al cancello, studiando il citofono. Ci sono tre o quattro pulsanti con diversi nomi, perfettamente leggibili, il che ha insinuato ancora una volta nelle nostre menti diversi dubbi. In quel momento è sopraggiunta una macchina, il cancello si è aperto e due tizi sono entrati. Siamo rimasti un po’ perplessi ad osservare questi due personaggi, mentre armeggiavano nel baule e aprivano uno dei portoni principali. Alessandro mi suggerisce di entrare e chiedere, ma non ce la faccio. L’imponenza dell’edificio mi intimorisce senza pietà e i due tizi non sembrano preoccuparsi molto della nostra presenza, anche se è chiaro che ci stiamo soffermando a fissarli. Tutta questa indifferenza un po’ mi offende e mi fa passare completamente la voglia di chiedere informazioni. Do per scontato che l’edificio sia almeno parzialmente funzionante, che ci sia quanto meno un custode e che quindi non sia di mio gradimento. La mia suscettibilità sarà la mia rovina. È stato Alessandro a notare questo luogo, rimasto affascinato dall’alta ciminiera e dall’apparente pace che regnava intorno all’area. Non posso dargli torto. Però l’edificio che ci troviamo davanti mi risulta antipatico e non vedo l’ora di procedere per studiare il resto. Ho pensato di fare prima un giro intorno all’area, per rendermi conto dell’estensione, poi, tornati al punto di partenza, se dovessi ritrovare il cancello aperto, allora entrerò a chiedere informazioni. 

posted by shelise | 16:37 | commenti