|
giovedì, febbraio 19, 2004
Fino ad ora mi sono ritrovata a parlare solo di edifici, aree dismesse e di spazio in generale. Chissà, magari un minimo di mentalità da architetto sta piano piano prendendo piede. Nel mio girovagare ho avuto modo di incontrare tante altre cose che meriterebbero un minimo di attenzione da parte di un occhio cittadino vigile. Mi riferisco a tutti quegli oggetti che si trovano lungo le strade, che non sono stati pensati come arredo urbano, ma che involontariamente per usucapione lo sono diventato. Ho cominciato a immortalarli da poco, quindi per ora le testimonianze sono scarse. Ma già incredibili. Quanti veicoli disadattati avrò già incrociato lungo il mio cammino? Tutti vittime di una rapina probabilmente. L’automobile più affascinante e più degna di richiamo è sicuramente questo piccolo veicolo rosso, di quelli che si possono guidare senza patente: a parte la poca velocità, i pochi cavalli, la poca cilindrata (non me ne intendo molto di motori), non ho mai capito come si possa permettere a qualcuno che non conosce il codice della strada di girare su un mezzo in fondo non così piccolo e innocente. Forse era stato ideato per i giovani, per tentare di scardinare la moda dei motorini e degli scooter, ma ho sempre visto alla guida di questi persone decisamente anziane. Il mezzo in questione è veramente in cattive condizioni, non tanto a causa del tempo, quanto per una furia delinquenziale che l’ha ridotto in un vero e proprio scempio. La carrozzeria è fiammante, pulita e lucida, non presenta ammaccature, segni di ruggine né patina da smog. Per il resto non c’è stata alcuna pietà: i vetri sono completamente frantumati, i telai in gomma divelti, parte della portiera dalla parte del guidatore è stata spezzata e gettata sprezzantemente sul sedile, in mezzo ai vetri. Da dove prima si accedeva al mondo della musica, ora sono rimasti solo due fili elettrici: uno rosso e uno nero. Dopo i finestrini sicuramente la prima vera vittima, anche se non penso ci fosse chissà che impianto stereo dentro. Il retro è diventato una pozza stagnante di acqua piovana, il che testimonia parte della durata dell’installazione, se considero che nei giorni scorsi non ha piovuto. La piccola vasca improvvisata ospita una piccola lattina di coca cola, di quelle distribuite dalle macchinette. Questa grande azienda sa sempre come farsi pubblicità: nel bene e nel male la sua immagine ci perseguita lungo le nostre giornate. posted by shelise |
15:58 | commenti (2)
|