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venerdì, dicembre 19, 2003 Fabbrica abbandonata in Bovisa. La Bovisa è una miniera d’oro, in fatto di fabbriche abbandonate. Parlando con il custode di una di esse ho saputo che sono tutte dell’inizio del secolo scorso: erano tante piccole industrie che producevano più prodotti, raggruppate nella stessa area. Ora sono per lo più di proprietà dell’Esselunga, che probabilmente aspetta il momento migliore per raderle al suolo e costruire un altro angolo del suo impero. Vicino alla stazione del passante lo scempio ha già avuto inizio. Durante i 5 anni di università ho sempre ammirato, da un punto di vista privilegiato, dall’alto della stazione, i vecchi edifici più che dimessi, completamente ricoperti di vegetazione, con i vetri rotti,o completamente mancanti. Un punto di riferimento era la ciminiera che si stagliava alta e imponente su tutto il quartiere, a dare il benvenuto agli studenti affaccendati, a ricordare un passato di fatiche operaie. L’anno scorso sotto i nostri occhi, misti all’incredulità e all’incanto, è stata abbattuta, con gli edifici attorno, che in qualche modo sembravano proteggerla e accompagnarla nel suo tempo. L’enorme braccio meccanico penetrava nei muri di mattoni come se fossero fatti di burro, quasi a sottolinearne la precarietà, giustificando un gesto tanto doloroso, agli occhi di chi ormai sentiva una certa affezione verso un luogo lasciato a se stesso. Ora in quell’area non c’è più un solo mattone, non una pianta o un vetro rotto, a ricordare cosa fu. Sarà riservato lo stesso destino al resto dell’area? posted by shelise |
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